Paolo Puddu

Paolo Puddu

(Napoli,1986. Vive e lavora a Napoli)

Biografia

L’artista ha studiato all’Akademie der Bildenden Künste di Monaco e all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si è diplomato in Scultura. La sua ricerca analizza quei processi e quei comportamenti che intercorrono tra l’umano e il paesaggio circostante. In atteggiamento di dialogo con la specificità dei luoghi, le opere di Paolo Puddu mirano a indagarne gli aspetti politici e sociali, collocandosi all’interno di un’estetica volta a suggerire nuovi sistemi spaziali e concettuali.

Il suo lavoro è stato esposto presso istituzioni pubbliche e private, sia nazionali che internazionali, quali: Palazzo delle Istituzioni Italiane, Tangeri; China Millennium Monument Contemporary Art Museum di Pechino; Museo Madre, Napoli; Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam; Fondazione Morra Greco, Napoli; galleria Raucci&Santamaria, Napoli-Milano e Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia.

É vincitore di diversi premi, tra i quali: Cantica21/Italian Contemporary Art Everywhere/sezione Under35, iniziativa promossa da MAECI e MiBACT, 2020; un’Opera per il Castello (V ediz.), opera pubblica permanente per gli spazi di Castel Sant’Elmo, progetto promosso dalla Direzione Regionale Musei Campania, con il sostegno del MiBACT, Napoli 2015-2017.

Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero.

Photo Credits: Paolo Puddu, ritratto © Agostino Rampino

 

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Opere


guardare al cielo, specchiarsi nelle montagne (via del sale), 2026

installazione site-specific con fusione in alluminio patinato, dimensioni ambientali

L’opera guardare al cielo, specchiarsi nelle montagne (via del sale), ideata dall’artista Paolo Puddu per Sanza, si articola come un sistema di incursioni scultoree in fusione di alluminio, ottenute da stampi di pietre locali e integrate nelle mura di una grande facciata del borgo antico. Questi elementi, ispirati alla grammatica delle pareti di arrampicata, costruiscono una costellazione minimale che apre una “via” ascensionale. Come tracce minerali o frammenti cristallizzati, le presenze scultoree si offrono come appigli e punti di sosta, rinunciando a ogni monumentalità per aderire al tessuto architettonico e paesaggistico. L’opera traduce così il gesto del salire - fisico, devozionale e simbolico - in esperienza estetica diffusa, dove natura, rito e storia si intrecciano in un’unica narrazione del territorio. L’installazione di Paolo Puddu riflette sul rapporto tra la comunità e il paesaggio del Monte Cervati, vetta più alta della Campania e presenza identitaria del Vallo di Diano. Storicamente luogo pastorale, religioso e culturale, attraversato da percorsi di transumanza e pellegrinaggio, il Cervati si configura come spazio relazionale, orizzonte spirituale e archivio di memoria collettiva. Photo Credits: Amedeo Benestante
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luogo

Sanza Museo En Plein Air - Centro storico, Sanza

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