I Marunnari di Sanza

I Marunnari di Sanza

Il cammino della Madonna della Neve tra fede, memoria e identità

Per capire fino in fondo Sanza, c'è una notte che bisogna vivere. È la notte in cui un intero paese si mette in cammino. Le luci si spengono, il silenzio avvolge il borgo e centinaia di persone iniziano a salire lungo il sentiero che conduce alla vetta del Monte Cervati, la montagna più alta della Campania. Davanti a tutti ci sono i Marunnari, i giovani che portano sulle spalle la Madonna della Neve.

Nella notte tra il 25 e il 26 luglio, la Madonna raggiunge il suo Santuario, a 1.898 metri di altitudine. Vi resterà fino alla notte tra il 4 e il 5 agosto, quando Sanza tornerà a mettersi in cammino per accompagnarla nuovamente in paese. È un rito che si rinnova ogni anno e che continua a definire l'identità della comunità. Un patrimonio culturale immateriale della Campania.

Per questo il rituale è stato inserito nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania (IPIC), istituito dalla Regione Campania in attuazione della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Scarica la copia digitale del catalogo.

L'Inventario raccoglie quelle tradizioni che le comunità riconoscono come parte della propria identità: pratiche, riti, conoscenze e saperi tramandati nel tempo e continuamente rinnovati grazie alle persone che li custodiscono.  Quello dei Marunnari è uno di questi patrimoni vivi.

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luoghi

01 — Sanza, dove il cammino ha inizio

Ogni pellegrinaggio comincia nel cuore del borgo. Qui la comunità si riunisce prima della partenza. I Marunnari si preparano a sollevare la stipa, la cassa lignea che custodisce la statua cinquecentesca della Madonna della Neve. Attorno a loro si raccolgono famiglie, pellegrini e tanti sanzesi che ogni anno tornano da ogni parte d'Italia per vivere questa notte. Le nonne ricamano ancora oggi i panni di lino utilizzati durante il cammino. Le donne portano in dono le Cente, antiche offerte votive decorate con candele e spighe di grano. I canti popolari si tramandano di padre in figlio, insieme ai gesti e ai saperi dei Marunnari. È il momento in cui il paese si ritrova e il rito prende vita.

02 — Il sentiero verso il Monte Cervati

Quando cala il buio, il cammino inizia. I Marunnari guidano la processione lungo il percorso che collega Sanza alla vetta del Monte Cervati. Durante l'ascesa si alternano nel trasporto della Madonna con movimenti perfettamente sincronizzati, mentre i canti tradizionali accompagnano ogni passo. Il pellegrinaggio diventa così un'esperienza collettiva in cui giovani e anziani condividono la stessa fatica e lo stesso obiettivo.

03 — Il Santuario della Madonna della Neve

Dopo ore di cammino si raggiunge il Santuario della Madonna della Neve, a 1.898 metri di altitudine, uno dei luoghi di culto più suggestivi della Campania. Qui la statua resta fino al 5 agosto, accogliendo pellegrini provenienti da tutto il Cilento. È anche questo il cuore del riconoscimento come patrimonio immateriale: non un monumento, ma un luogo che continua a vivere grazie alle persone che lo raggiungono ogni anno.

04 — "A Maronna ca' fuje"

La notte tra il 4 e il 5 agosto il rito si rinnova. I Marunnari riportano la Madonna in paese affrontando la discesa con una corsa che ha dato origine al nome popolare "A Maronna ca' fuje", la Madonna che corre. È il momento più spettacolare e atteso della celebrazione, capace di coinvolgere l'intera comunità.

info utili itinerario
Punto di partenza
Piazza Plebiscito, 84030 Sanza SA

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